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ETIOPIA E LA FESTA DEL MESKEL

Iniziativa 260161 - CRAL CA Italia
Un viaggio in Etiopia e un esperienza quasi nececessaria per un viaggiatore interessato all'uomo,che qui mosse i primi passi della sua storia,  4 milioni e mezzo di anni fa.

Proposta:

Un viaggio in Etiopia è un’esperienza quasi necessaria per un viaggiatore interessato all’uomo, che qui mosse i primi passi della sua storia, 4 milioni e mezzo di anni fa. L’Etiopia, paese di struggente bellezza, è un mosaico di popoli trasversali alla civiltà: tribù tribali nella Valle dell’Omo e nel sud, nomadi nell’oriente desertico, contadini e allevatori cristiani sull’altopiano, cittadini dell’epoca digitale nella capitale.

Viaggiando verso sud ci si lascia alle spalle il traffico caotico di Addis Abeba e ci s’inoltra in un mondo di pastori e allevatori di capre e zebù, sotto un cielo solcato da mille e mille specie di uccelli, dove le immense distese di campi coltivati lasciano pian piano spazio alla vegetazione tropicale, al bush e alla savana.

La festa di Meskel è tradizione legata al ritrovamento della croce di Cristo: in questa giornata la popolazione in abiti di festa si raduna attorno al Damera, un falò di euforbie intrecciate con margherite gialle. L’incontro di colori, suoni di tamburi e di voci fa da cornice ad una delle più suggestive celebrazioni etiopi, in bilico tra paganesimo e religione cristiana, tra fede e tradizione.

Agenda programma:

1° giorno, mercoledì 23 settembre 2026: Milano Malpensa > Addis Abeba

Ritrovo dei signori partecipanti nel tardo pomeriggio all’aeroporto di Malpensa, disbrigo delle formalità d’imbarco e doganali e partenza con volo di linea Ethiopian Airlines ET 737 delle 23h40 per Addis Abeba.

Pasti e pernottamenti a bordo.

2° giorno, giovedì 24 settembre 2026: Addis Abeba > Auasa

Arrivo previsto ad Addis Abeba alle 07h20 locali dopo 6h40’ di volo.

Disbrigo delle fromalità di sbarco e doganali. Incontro con la guida e prima colazione.

Vista panoramica della capitale con il Museo Etnografico Nazionale e la cattedrale della Trinità e, a seguire, partenza con jeep 4x4 per la grande avventura verso il sud attraversando le fertili campagne della spettacolare Rift Valley, punteggiata da grandi laghi vulcanici e imponenti catene montuose.

Pranzo a Debre Zeit (50km, 1h20’), proseguimento per Auasa (280km, 5h00) passando dal Lago di Zuai e al Lago Langano.

Ad Auasa discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.

Addis Abeba, nuovo fiore in amarico, fu fondata nel 1886 per volere della regina Taitu, moglie di Menelik II, sulle pendici delle colline di Entoto. La capitale etiope è l'opposto del resto del paese, trafficata e caotica, quanto il paese è rilassato. Da vedere il piccolo Museo Nazionale, che accanto a testimonianze del regno axumita e al trono dell'ultimo negus, conserva le testimonianze preistoriche dell’evoluzione dell’uomo, quali lo scheletro di Lucy, l'australopitecus afarensis vissuto tre milioni di anni fa e ritrovato nella valle dell’Awash nel 1974; la Cattedrale della Trinità, con i sarcofaghi di Hailé Selassié e della regina sua moglie; l'obelisco ai caduti della guerra di liberazione contro l'occupazione fascista italiana.

Auasa. Si trova sulle rive del Lago omonimo nella Great Rift Valley e ospita la Chiesa di San Gabriele e un bel mercato mattutino del pesce.

3° giorno, venerdì 25 settembre 2025: Auasa > Chamo > Arba Minch

Pensione completa.

Visita del mercato del pesce di Auasa. Successiva partenza per Arba Minch (km 250 4h30’). Nel pomeriggio escursione in battello sul lago Chamo alla scoperta di pellicani, coccodrilli e ippopotami.

Lago Chamo. Il lago Chamo, un tempo Lago Ruspoli, si trova nella Rift Valley etiope a circa 1.110 m slm a est dei monti Guge. La parte più a nord del lago è ricompresa nel Parco Nazionale Nechisar. Il lago è lungo circa 32 Km e largo circa 13 Km, per una superficie totale di circa 317 Km2 ed è alimentato principalmente dai fiumi Kulfo e Ualo. Il lago è dimora di colonie numerose di coccodrilli del Nilo e ippopotami, oltre che di numerosi grandi uccelli, tra cui aquile pescatrici, marabù, pellicani, fenicotteri, ibis sacre...

4° giorno, sabato 26 settembre 2026: Arba Minch > Chencha – FESTA MESKEL > Arba Minch

Pensione completa.

Partenza per il villaggio di Chencha e visita al villaggio di etnia Dorze (30km, 50’), popolo che trae il suo sostentamento dall’ensete, pianta simile al banano. Giornata dedicata alla conoscenza della cultura e tradizione di questa particolare etnia, al suo mercato. nonché alla partecipazione alle cerimonie per la festa del Meskel.

Chencha. Situata a quota 2.800 m slm lungo una pista da cui si possono ammirare bellissimi panorami sulla Rift Valley e sui laghi, è abitata da indigeni Dorze, famosi per le loro altissime capanne che assomigliano ad alveari giganti. I Dorze sono abili tessitori e si dedicano alla coltivazione dell’ensete o finto banano, dalla cui corteccia si ricava una fibra bianca altamente proteica, con la quale producono il pane detto Kotcho.

Meskel. Il Meskel, la festa del ritrovamento della vera Croce, è una delle più importanti e suggestive feste celebrate dalle popolazioni cristiane d’Etiopia. Il Meskel si celebra il 17 Meskerrem, il nostro 27 settembre. Il damerà, la pira rituale che viene accesa al termine delle celebrazioni, ricorda la catasta che la regina Elena, madre di Costantino, innalzò in sacrificio a Dio. Questa commemorazione simbolica di alto contenuto spirituale in cui esulta l’anima profondamente religiosa degli etiopici, si svolge con festose manifestazioni e con solenni cerimonie religiose. Gli officianti, in policromi paludamenti e cantando inni liturgici, girano tre volte in corteo intorno alla pira, la benedicono, e poi le danno fuoco. Appena la catasta comincia a bruciare, uomini e donne, ragazze e ragazzi girano intorno alle fiamme cantando canzoni di gioia e di buon augurio per la nuova stagione.

5° giorno, domenica 27 settembre 2026: Arba Minch > Konso > Turmi

Pensione completa.

Partenza per la regione di Konso (90 km 2h20’) caratterizzata da fertili terrazzamenti a uso agricolo. Il villaggio, patrimonio UNESCO, è costruito lungo il versante di una collina con una precisa architettura in pietra che domina la valle. È famoso per la solida organizzazione sociale comunitaria, esempio raro di equilibrio intergenerazionale e ambiente.

Proseguimento a sud per Turmi (km 190 4hr) attraversando vallate semiaride, letti di fiumi stagionali, savane di acacie e campi coltivati punteggiati dai villaggi di varie etnie.

Konso. Rimangono oggi 25.000 Konso, popolo di agricoltori sedentari di origine cuscitica, celebri per i loro campi abilmente lavorati, ordinati in terrazzamenti di pietra protetti da muri di pietre fra le colline a sud del lago Chamo. Nei villaggi Konso le capanne di ogni nucleo famigliare sono addossate le une sulle altre. Al centro di questi raggruppamenti famigliari si trova una capanna più grande delle altre in cui gli uomini si riuniscono per prendere le decisioni che poi dovranno essere osservate da tutto il villaggio. La casa degli uomini è anche il dormitorio dei ragazzi al di sopra dei dodici anni, età in cui essi abbandonano la famiglia e sono iniziati alla vita adulta. I ragazzi rimarranno nella casa degli uomini fino al matrimonio e alla costituzione della propria famiglia.

Davanti alla casa degli uomini viene collocato l’albero generazionale, formato da tanti pali di legno quante sono state le generazioni che si sono succedute nel villaggio. È ovviamente un vanto per il villaggio possedere un albero generazionale molto alto. Talvolta, accanto all’albero si trovano dei piccoli obelischi di pietra, ciascuno dei quali rappresenta una generazione che si sia particolarmente distinta in azioni di caccia o per aver ucciso molti nemici di qualche tribù rivale.

Altra caratteristica del popolo Konso sono gli waga, steli funerarie di legno che vengono erette dalle famiglie più facoltose, alte complessivamente circa tre metri e vengono conficcate per 2/3 nel terreno, gli waga raffigurano il defunto, le sue mogli, gli animali feroci e i nemici uccisi in battaglia.

6° giorno, lunedì 28 settembre 2026: Turmi > Omorate > Turmi

Pensione completa.

Partenza per il fiume Omo verso Omorate. Attraversato il fiume si potrà visitare il villaggio di etnia seminomade Dassanech. Data l’aridità del territorio sono prevalentemente pastori.

Rientro a Turmi in tempo per la sosta al mercato settimanale, punto di incontro e baratto delle etnie Hamer, Erbore e Banna.

OPZIONALE, da verificare sul posto, di assistere a una cerimonia di salto del toro tra gli indigeni Hamer (sarà richiesto un contributo indicativo per partecipare alla cerimonia di € 20 - importo da riconfermare - da versare al capovillaggio, e verrà riconfermato in loco dalla vostra guida).

Turmi. Insediamento Hamer dove si svolge un mercato tra i più caratteristici e affascinanti della regione, che rappresenta un momento d’incontro per gli abitanti del circondario che ne traggono l’opportunità e il piacere di raccontarsi le ultime novità, scambiarsi oggetti e consigli per la fabbricazione di attrezzi e monili. I mercanti, in prevalenza donne, stanno seduti per terra, circondati dai caratteristici contenitori ricavati dalle zucche, nei quali viene esposta la merce da vendere e scambiare, banane, caffè, tabacco, burro, cotone e la tipica polvere rossa usata per impiastricciare capelli e corpo.

Fiume Omo. Un tempo chiamato Omo Bottego, nasce nell'altopiano etiopico e dopo 760 Km sfocia nel lago Turkana passando da circa 2.500 m slm delle sorgenti ai 500 m slm del lago. Il notevole dislivello rende il flusso dell'Omo impetuoso, interrotto anche da alcune cascate come quelle di Kokobi. L'Omo attraversa i parchi nazionali di Mago e Omo prima di sfociare nel lago Turkana.

L'intero bacino dell'Omo ha una notevole importanza sia archeologica che geologica: qui sono stati trovati numerosi fossili di ominidi, risalenti a epoche del Pliocene e del Pleistocene, tra cui scheletri appartenenti al genere australopithecus e homo, insieme ad utensili di quarzite risalenti a circa 2,4 milioni di anni fa.

L'Omo, al pari del Nilo, destò alla fine dell'Ottocento notevoli curiosità e numerosi esploratori cercarono di scoprire il mistero delle sue sorgenti. Vi riuscì Vittorio Bottego nel corso della sua seconda spedizione del 1895-97.

Etnie:

Hamer. A nord del lago Chew Bahir vive la popolazione degli Hamer, un popolo seminomade dedito prevalentemente alla pastorizia che di solito vive in piccoli insediamenti circondati da siepi di rami spinosi. Il più grosso insediamento degli Hamer si trova nel villaggio di Turmi.

Le donne Hamer indossano molti bracciali di ferro pesantissimi, sia ai polsi che alle caviglie e spesso intorno al collo. Le donne sposate sono solite decorarli con una protuberanza di vaga forma fallica, mentre le donne nubili portano la kallè, una specie di visiera parasole metallica.

Prevalentemente a seno scoperto, le donne indossano avvolta intorno alla vita una pelle animale fittamente orlata con dei chiodi piegati ad anello che sfregandosi l'uno contro l'altro producono un suono caratteristico.

La pelle delle braccia e del corpo delle donne è spesso ricoperta da incisioni che, oltre alla valenza estetica, assumono anche funzione identificativa.

Il rito di iniziazione tra gli Hamer si chiama salto del toro. Si tratta di una cerimonia durante la quale il ragazzo adoloescentedeve saltare per quattro volte, correndo senza cadere, sulla schiena di una decina di buoi affiancati. Il ragazzo viene preparato al rito dai maz, i suoi amici che hanno già saltato il toro, e che frustano le giovani parenti, le quali esibiranno al ragazzo protagonista della cerimonia, le cicatrici in segno d’orgoglio e disponibilità a maritarlo. Dopo l'iniziazione, gli uomini portano un ciuffo che viene ricoperto d'argilla colorata e rifinito di piume di struzzo, che proteggono dormendo sul borkota, l’apposito appoggiatesta di legno che funge da cuscino tra queste etnie.

Benna. Popolo vicino e simile agli Hamer, da cui sembra derivino e con cui dividono usi e abitudini d’abbigliamento e d’acconciatura. I Benna praticano danze e canti rituali e le donne si acconciano con perle impastate con burro. Anche le donne Benna hanno la pelle delle braccia e del corpo spesso ricoperta da scarificazioni estetiche e, come presso gli Hamer, i ragazzi debbono praticare il rito di iniziazione detto salto del toro.

Tsemay. Tribu che vive nelle regioni semiaride della valle dell’Omo. Gli Tsemay, che portano sempre con loro un piccolo sgabello di legno che serve anche come cuscino, sono pastori e coltivatori di sorgo, miglio, teff e cotone. I ragazzi che hanno completato la cerimonia d’iniziazione e sono pronti a sposare, portano una banda di perline intorno alla fronte ornata di penne.

 

7° giorno, martedì 29 settembre 2026: Turmi > Karo > Turmi

Pensione completa.

Mattinata dedicata all’escursione verso il fiume Omo attraversando una savana pianeggiante dominata da grandi termitai.

Visita ad un villaggio di etnia Karo (30km) che sorge in posizione panoramica su una scenografica ansa del maestoso fiume.

I Karo sono uno dei popoli più a rischio estinzione a causa della estrema povertà per le difficili condizioni ambientali in cui vivono: ne sono censiti ormai poco più di qualche migliaio. Amano decorare il loro corpo con farine colorate, piercing e scarificazioni rituali.

A seguire sosta sul fiume in località Murule e passeggiata per vedere le mandrie abbeverarsi.

Nel pomeriggio rientro a Turmi con soste a villaggi di etnia Hamer.

Karo. Un tempo i Karo dominavano entrambe le sponde del fiume Omo, ma solo poche centinaia sopravvivono oggi sulla sponda orientale.

I Karo si dipingono il corpo e il volto con calce bianca, argilla, polvere di ferro, cenere di carbone e legno, le loro danze celebrano il raccolto, i riti di iniziazione dei giovani, i matrimoni. Le donne si adornano con fiori, piume, perline, bracciali, e si trafiggono il mento con un chiodo o un bastoncino di legno, e hanno sostituito molti dei tradizionali raffinati oggetti ornamentali che orgogliosamente indossavano un tempo, con le pitture e con le scarificazioni della pelle.

I villaggi Karo sono protetti perimetralmente da recinti in legno: al centro vi sono le capanne e piccole palafitte che contengono i preziosi cereali e i polli che sono alla base della loro alimentazione. Nei dintorni del villaggio crescono alberelli di Zehou Abeba, i fiori dell’elefante, una pianta grassa dai bellissimi fiori rossi, il cui nome deriva dalla forma della base del tronco, molto simile alla zampa di un pachiderma.

8° giorno, mercoledì 30 settembre 2026: Turmi > Erbore > Arba Minch

Pensione completa.

Partenza per il rientro ad Arba Minch (280km, 5hr) con soste per visite a villaggi di etnia Erbore.

Erbore. Popolo che non supera i 4.000 individui. Nel loro territorio l’acqua abbonda e permette raccolti rilevanti di mais e sorgo. Vivono in piccoli villaggi di capanne costruite interamente con canne disposte a semicerchio intorno al nab, il centro.

Le donne portano al collo grappoli di collane multicolori fatte con i materiali più disparati (metallo, legno, perline, crine di giraffa, avorio) e vestono gonne di pelle su cui applicano piccoli anelli di metallo e conchiglie cipree. Le ragazze nubili indossano delle vistose cavigliere per distinguersi dalle donne sposate.

9° giorno, giovedì 1° ottobre 2026: Arba Minch > Addis Abeba

Prima colazione in hotel e pranzo.

Mattinata a disposizione per relax. Trasferimento in aeroporto in tempo utile per il volo Ethiopian Airlines ET134 delle 16h50 per Addis Abeba, con arrivo previsto alle 17h55, dopo 1h05’ di volo.

10° giorno, venerdì 2 ottobre 2026: Addis Abeba > Milano Malpensa

Coincidenza con il volo Ethiopian Airlines ET 736 delle 00h15. Pasti e pernottamenti a bordo. Arrivo previsto a Milano Malpensa alle 05h50, dopo 06h35’ di volo.

La quota comprende:

Le quote comprendono:

  • voli di linea ET Milano Malpensa / Addis Abeba // Arba Minch / Addis Abeba / Milano Malpensa;
  • *tasse aeroportuali aggiornate alla data odierna (€240);
  • Trasferimenti aeroportuali in Etiopia con coaster bus da 20 posti;
  • sistemazione negli hotel indicati o similari;
  • pensione completa come da programma (N.B.: nella valle dell’Omo i pranzi sono solitamente offerti con la formula pic nic, confezionati dagli hotels, in quanto sono rari i ristoranti che offrono sufficienti garanzie igieniche);
  • acqua o bevande analcoliche per tutto il tour;
  • trasferimenti in veicoli fuoristrada 4x4 (occupazione 4 persone per jeep) durante il tour da Addis Abeba ad Arba Minch e nella valle dell’Omo;
  • ingressi ai siti in programma;
  • guida parlante italiano a disposizione per tutto il tour;
  • assicurazione Allianz sanitaria (massimale € 50.000), bagaglio (massimale € 1.000) e annullamento;
  • assicurazione RC Tour Operator Grandi Rischi (massimale € 33,5 milioni).

La quota non comprende:

Le quote non comprendono:

  • bevande alcoliche;
  • mance e facchinaggi;
  • pedaggi da pagare ai capi villaggi per i permessi di partecipazione alla cerimonia di salto del toro o per poter fotografare all’interno dei villaggi;
  • imposta di bollo (2 € a fattura);
  • tutto quanto non espressamente indicato alla voce la quota comprende.
  • e-visa (include il costo del visto e i diritti di segreteria):                   + 90 € per persona

Per aderire all'iniziativa è necessario essere socio FITeL e sottoscrivere l'assicurazione: la tessera (costo 1 euro per Famigliari conviventi ed Aggregati) e l'assicurazione (costo 3,5 euro per Soci, Famigliari conviventi ed Aggregati) hanno validità annuale (anno civile) e vengono attivate in occasione della prima partecipazione ad iniziative del CRAL.

Assicurazione:

Si ricorda che con il tesseramento a FITeL (costo 1 euro) e l'adesione alla polizza (costo 3,5 euro) - con validità anno civile - addebitate in occasione della prima iniziativa, sono previste le seguenti coperture assicurative:

a) Infortuni occorsi durante attività del CRAL - FITeL, comprese quelle sportive dilettantistiche; invalidità permanente: massimo 30.000 euro; morte: massimo 30.000 euro; spese sanitarie: massimo 2.500 euro con franchigia di E 100, salvo una franchigia pari al 20% (minimo 150 euro) nel caso di strutture private.

b) Responsabilità Civile verso Terzi dei soci FITeL: la garanzia è prestata per tutti gli iscritti FITeL relativamente alla Responsabilità Civile verso Terzi per la partecipazione alle attività svolte dal socio e previste dallo statuto del CRAL e della FITeL. Massimali: 300.000 euro per ogni sinistro, per persona e per danni a cose o animali.

Copie integrali delle polizze sono consultabili e prelevabili in formato pdf ai seguenti link: 

POLIZZA INFORTUNI 2025

Note:

Organizzazione tecnica Travel Design Studio

Operativi aerei (non sono state effettuate prenotazioni):

  • ET 737       Milano Malpensa        Addis Abeba             23h40     7h20  del giorno successivo         6h40’
  • ET 134       Arba Minch                Addis Abeba             16h50   17h55                                        1h05’ 
  • ET 736       Addis Abeba              Milano Malpensa        00h15     5h50                                        6h35’

Hotel quotati (o similari):

  • Auasa                                       Haile Resort Hotel ˜˜˜˜
  • Arba Minch                                Mora Height Hotel ˜˜˜º
  • Turmi                                        Emerald Lodge ˜˜˜

Documenti necessari per i cittadini italiani adulti e minori:

  • Passaporto con validità minima residua di 6 mesi.
  • Visto d’ingresso turistico.
  • I viaggiatori provvederanno prima della partenza a verificare presso le competenti autorità (Governo Italiano tramite il sito www.governo.it, Questure locali, Ministero Affari Esteri tramite il sito www.viaggiaresicuri.it, ASL regionali e locali) che i propri documenti siano in regola con le indicazioni fornite e ad adeguarvisi in tempo utile prima dell’inizio del pacchetto di viaggio. In assenza di tale verifica, nessuna responsabilità per la mancata partenza di uno o più viaggiatori potrà essere imputata a Travel Design Studio.
  • Travel Design Studio non è responsabile del negato imbarco a causa di documenti personali non validi per l’espatrio.
  • Le distanze e i tempi di percorrenza riportati nel programma sono desunti da siti di mappe elettroniche e sono forniti, come le descrizioni delle località, a titolo puramente indicativo; la sequenza delle visite è da ritenersi orientativa e le visite previste possono non includere alcuni dei siti o dei monumenti descritti, in dipendenza degli orari e dei giorni di accessibilità stagionali e del tempo effettivamente a disposizione.
  • Le tariffe aeree di gruppo non danno diritto alla preassegnazione dei posti a bordo, né all’emissione anticipata delle carte di imbarco. Le nostre hostess e il nostro personale d’agenzia si adopereranno, in collaborazione con la compagnia aerea e nei limiti del possibile, per favorire una sistemazione a bordo che mantenga il gruppo unito. Potrà essere tuttavia possibile che la compagnia aerea richieda un supplemento per questo servizio. L’assegnazione di posti particolari individuali è a totale discrezione della compagnia aerea, che per alcuni di essi può richiedere un supplemento. Le regole dell’aeronautica civile prevedono che i posti antistanti le uscite d’emergenza possano essere assegnati solo a passeggeri adulti in buone condizioni di salute e che parlano fluentemente inglese.
  • Sulle tratte operate in modalità low cost i posti sono assegnati automaticamente e potrebbe non essere possibile riservarli.
  • Alcuni nomi di località e altri nomi citati nel programma sono traslitterati in lettere latine a partire dall’originale in lingua locale. La traslitterazione dei nomi locali in caratteri latini è di tipo fonetico, per questo il medesimo vocabolo può essere ritrovato scritto in caratteri latini in forme diverse tra loro.

La quota di partecipazione, unitamente ad eventuali costi aggiuntivi riferiti ad extra non inclusi nella quota, pagati dal Cral in nome e per conto del partecipante, potranno costituire oggetto di conguaglio al termine dell'iniziativa. Per contro, ovviamente, sarà previsto una riduzione della quota e/o del contributo originariamente indicato a fronte di minor costi accertati. 

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